Sono uno studente di Scienze della Comunicazione all'Università La Sapienza di Roma. Per esperienza personale posso dire che il software libero è molto più affidabile di quello proprietario. Ma anche non considerando questo punto, trovo questo accordo lesivo della libera concorrenza. Sarebbe quindi giusto fare ulteriori accordi con quelle aziende che distribuiscono sistemi operativi alternativi.
Studente in Ingegneria Informatica, Politecnico di Torino.
Come studente concordo totalmente con i principi di questa iniziativa. Ritengo che oltre all'indubbio vantaggio economico per gli studenti, l'utilizzo di software open source, e in particolar modo di un sistema operativo come GNU/Linux, non possa che essere di stimolo per gli studenti il cui corso di Laurea è orientato al mondo dell'informatica. Per tutte le altre aree di studio sono a disposizione strumenti dalle elevate capacità, come Open Office o Latex, prodotti completi, polivalenti e evoluti per lo studio e la ricerca nel campo delle Scienze MM.FF.NN. e molti altri applicativi sviluppati spesso in ambiente universitario. Il tutto è inoltre liberamente accessibile e modificabile per implementare ciò di cui si ha bisogno partendo da basi solide e ben supportate, senza esser costretti ad attendere la possibile implementazione di parte di ciò che può esser necessario in una futura release di un software proprietario.
- Responsabile Internet della Unione Nazionale delle Camere Civili.
- Rappresentante dell’U.N.C.C. delegato presso l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
- Componente la Commissione Informatica del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Padova.
Studente di Informatica, Università di Genova.
Le Università dovrebbero evitare di fare spendere ALTRI soldi agli studenti, specie se l'alternativa c'è ed offre indiscutibilmente maggiori libertà di studio.
Università di Perugia.
E' assurdo sostenere un produttore software monopolistico, che peraltro realizza prodotti scadenti. Lo sviluppo della conoscenza non può prescindere dal free software.
Apprezzabile lo "sforzo" fatto da Microsoft nello scontare il proprio software ma, di fatto, è pur sempre un software che può incidere sul bilancio dello studente e che non si attiene in alcuna maniera agli standard concordati a livello internazionale (p.e. il formato "OpenDocument").
Sempre riguardo ai formati utilizzati si ricorda che, essendo questi non aderenti agli standard, scarseggiano in quanto a portabilità: questo implica l'impossibilità di leggere correttamente dei documenti creati in tal modo tramite le evoluzioni degli stessi programmi o di altri programmi concorrenziali.
Di fatto, una soluzione "open source" (p.e. OpenOfficeOrg 2.0) costituirebbe un'ottima alternativa in quanto attenente agli standard, aperto e, tra l'altro, gratuito; dando così un'ottima qualità ed un indubbio risparmio (con conseguente maggiore accessibilità per gli studenti) utile per poter finanziare diversi progetti e/o ricerche.
Sono uno studente di matematica di Pisa, e da quando sono all'universita' utilizzo quotidianamente Linux. Ci e' voluto un attimo a capire la differenza tra un sistema che crea qualita', liberta' e cultura ed uno che invece sarebbe gia' scomparso se il mercato del software non fosse un monopolio.
sono un laureato in Informatica. Dalla mia esperienza, ogni iniziativa volta a "facilitare l'accesso" a software proprietario si è rivelata solo svantaggiosa: il miglior strumento didattico è poter guardare dentro agli strumenti stessi, smontarli, capirli... Ciò è vietato col software che la CRUI sponsorizza unilateralmente.
Sono insegnante in una scuola superiore e mi adopero per l'uso del software libero nella mia scuola allo scopo di farlo conoscere ai miei studenti in modo che sia garantito il loro diritto all'uso di standard aperti che garantiscano in ogni caso e in ogni contesto l'interoperabilità e, secondo il mio modesto parere, una crescita delle competenze informatiche molto più solido di quanto possa farlo il software chiuso.
Ritengo che questo sia il dovere primario di ogni istituzione scolastica, dalla scuola primaria all'università e non quello di promuovere l'uso di standard chiusi, per quanto siano di ampia diffusione, che vincolano la crescita della cultura informatica di una persona alle strategie commerciali di un'impresa che calpesta l'interoperabilità e la libertà di scelta.
Pertanto sottoscrivo questa petizione condividendo in pieno i principi che l'hanno ispirata.
Dalla mia iscrizione alla facolta di Ingegneria di Padova, nel 1992, ho potuto e voluto usare software libero, in particolare il sistema operativo Unix e Linux sul mio computer personale. Il tutto gratuitamente e con la possibilita' di interagire con un sistema aperto e stimolante.
Non capisco quali siano i motivi di questa Vostra iniziativa che sembra dar preferenza ad un software che:
-non e' open source
-si deve pagare
-non sfrutta le capacita' del calcolatore al livello di altri software molto piu' professionali e adatti al mondo della ricerca.
Nel ringraziarvi per la Vostra cortese attenzione, Vi porgo i miei piu' distinti saluti,
Federico Flego
Dottorando Universita' di Trento.
usare linux è semplice e molto economico per le università.
moltissime capitali europee stanno abbandonando microsoft per adottare sistemi linux; noi sempre in ritardo...
Studente di Informatica Multimediale all'Università di Verona. Credo che appoggiarsi a Microsoft sia il miglior modo di uccidere la tecnologia vera (basti pensare a quanto MS ha fatto ad OpenGL).
Dottorando univ. di Pisa.
Il software libero si sgancia dalle logiche di mercato per offrire invece progresso, senza artificiose limitazioni dovute a ragioni economiche che a volte si trovano in altri prodotti. All'interno dell'università è importante che si persegua principalmente il progresso, indipendentemente da aziende o enti privati di qualunque natura. L'università italiana in questo momento è "malata" di software proprietario e bisogna concretamente migliorare questa situazione.
Laureato in Scienze dell'Informazione, compositore e articolista per Free Software Magazine. Continuiamo così, e magari prendiamoci anche la ECDL. Poi diamo improvvisamente un Mac (o un PC con Linux) al patentato, e vediamo di nascosto l'effetto che fa.
Studente Univ. di Modena,Laureando.
Alla faccia degli sconti sui prodotti Microsoft,Linux è gratuito e open source(altro che licenze limitate).
Ecco dove finiscono i soldi delle tasse universitarie,che schifo.
L'ennesima dimostrazione della chiusura mentale dell'istituzioni, ma la sperimentazione e l'innovazione non dovrebbero essere un valore per il mondo accademico??
Sono il Presidente dell'OMEGA - Giovani Dottori in Materie Economiche e Giuridiche, ritengo che la CRUI debba difendere la libertà , soprattutto in ambito "culturale"!
I support this petition.
Sono uno studente del Politecnico di Milano e io supporto pienamente questa petizione contro il monopolio di un software che si basa soltanto su speculazioni economiche fregandosene altamente di quel che pensano gli utilizzatori. Sono invece a favore dell'Open Source il quale, secondo me, non trova migliore applicazione che in ogni Università (scientifica e non) che si chiami tale.
Assegnista di Ricerca
Scuola Superiore Sant'Anna
La CRUI non deve favorire posizioni di mercato gia`, di per se`, dominanti. Piuttosto e` necessario aprire agli studenti le mille possibilita` offerte dal software libero.