sono uno studente e un ingegnere informatico, da anni mi impegno per far capire i vantaggi del software libero ai miei compagni di corso, ma è tutto molto difficile se non è l'università per prima a proporsi come modello.
Sono assegnista di ricerca presso l'Universita` di Firenze.
Penso che favorire le politiche commerciali di Microsoft, che tenta di indottrinare gli studenti universitari per consolidare il suo monopolio, sia una strategia suicida per l'Universita` Italiana.
Privare le università italiane del software libero sarebbe una spesa ma soprattutto una limitazione sentita da tutti gli studenti dei settori scientifici, e soprattutto dagli informatici, i quali non potranno attingere nè imparare da quel patrimonio di dominio pubblico che è, appunto, il software libero.
I support this petition.
Tecnico informatico del Centro Universitario Informatica e Telematica Università degli Studi di Siena.
Voglio anche ricordare la legge regioanle toscana n. 1 del 26 gennaio 2004
Il software OS non è secondo a nessuno. Trovo molto più istruttivo vedere il codice sorgente di un programma OS che imparare a fare un click qui o click la .
Vivo discorsi del genere come incubi ad occhi aperti.Come può un istituzione posta per promuovere la cultura(in ogni sua forma) rendersi schiava di qualcosa che non sia studiabile e conoscibile? Uno studente
Il software libero non puo' che essere qualitativamente superiore rispetto a quello proprietario, visto che deriva dalla cooperazione di molte piu' persone.
Mi sembra assurdo che il software libero e l'opensource siano messe in secondo piano rispetto a software proprietari, visto l'enorme potenziale che hanno in tutti i sensi e in tutti i campi. Dalla ricerca all'educazione, fino ad arrivare all'ordinaria amministrazione.
Sono ricercatore universitario ed appoggio pienamente l'iniziativa. Sono le universita', ed in particolare un Politecnico come il mio, a dover diffondere e non limitare l'uso del software libero. E' una scelta tecnologicamente ed economicamete non efficace non permettere lo sviluppo del software libero in istituzioni dove ci sono sia le competenze che il desiderio di farlo.
Studente di ingegneria informatica a Firenze.
In ambito accademico l' uso delle tecnologie microsoft è del tutto superfluo: si scrive si calcola e si sviluppa con sistemi operativi e strumenti GNU/Linux senza nessun problema
Inaccettabile che il mondo accademico chiuda le porte a tutto cio' che non e' microsoft. Io uso sempre piu' spesso linux e freebsd, e le trovo molto piu' stabili e meglio supportate, non ci sono vincoli del tipo "fra 3 anni scade il supporto per questo prodotto, siamo spiacenti". Fate un po' voi...
Come prossimo professionista dell'informatica e come Italiano non ritengo accettabile che il nostro ambito universitario si tagli ogni prospettiva di maggiore conoscenza e, quindi, (parola abusata) competitivita'.
Linux è un ambiente di lavoro importante soprattutto a livello universitario, abbandonarlo sarebbe un errore e limiterebbe altresì la possibilità degli studenti di apprendere nozioni che potrebbero rivelarsi utili nel mondo del lavoro.
Studente di Informatica - Università di Firenze. Uso il software libero nel lavoro, e sono stati i miei professori universitari ad indirizzarmi verso Linux per motivi didattici. Spero inoltre che la CRUI voglia tenere conto delle disponbilità economiche degli studenti quando sceglie per loro nuovi strumenti didattici...
Sono uno studente del Corso di Laurea di Informatica di Palermo, e trovo contro i principi di ricerca e di libero sviluppo delle Università una scelta di questo genere.
Studente in ingegneria elettronica.
Gli sconti offerti non esulano dall'acquisto, che comunque prende la forma di un viatico privati sull'informatizzazione. Lo stesso volume di denaro potrebbe essere investito per lo sviluppo di soluzioni open source, con piu' rispetto della missione del sistema universitario (pubblico, finora).
laureato in fisica. molto preoccupante la scelta fatta dal CRUI; proprio le università che dovrebbere essere attente più di altri a fenomeni come open source e free software.
Ma cosa ci facciamo con Office 2003? Proprio ora che Microsoft ha aperto i formati di Office, suite come OpenOffice potranno finalmente essere compatibili al 100% con tutti i formati di Office!!
MAH!!!