La guerra in iraq se non finira ci portera alla fine del mondo dobbiamo inpedire questa guerra sanguinosa stanno morendo tanti esseri umani inutilmente la guerra non risolvera i problemi del mondo ma li aumentera distruggendo completamente la razza umana.
This petition English text does not include an important paragraph, about tortures and abuses on civil population, included in all other translated texts: why?
LA MILLEUNESIMA NOTTE
(un racconto su Bagdad)
Alla vigilia gli uccelli si staccano tutti insieme dai rami più alti degli alberi, volando inquieti in direzioni contrarie.
Nel mare il canto delle sirene si confonde col grido delle bestie che partoriscono con sofferenza le proprie angosce.
Laggiù, in una piccola casa senza cortile né giardino, assetata senza speranza, si vanno accumulando mucchi di panni sporchi.
Rash sembra impazzito, e continua ad abbaiare al cielo senza capire cosa stia accadendo, sdraiandosi infine esausto di fianco al letto, ansimante per la stanchezza.
All’improvviso aprono il fuoco.
Gli uomini gridano e le donne piangono. Tutto è confusione e terrore.
Per un istante non si sentono più né canti, né le sirene, né nient'altro. Arriva un frastuono assordante. I bambini si abbracciano ai ventri esclamando ''Mamma!''
E adesso sono le donne che gridano, mentre gli uomini piangono. La natura sembra avere smarrito il senno.
Un odore penetrante e irriconoscibile entra dalla piccola finestra di legno.
Gli occhi scuri e a mandorla di una donna improvvisano un racconto nel quale gli angeli si adirano e combattono, perchè qualcuno si è comportato male.
E tutte le notti seguenti accade lo stesso. Un delirio da milleunesima notte
Antiche visioni a forma di fungo dal più nero e fiammeggiante dei pensieri umani si protendono verso gli inferni,.
Poi, con immane fatica, si arriva infine a vedere l’alba.
Nahyra ha appena sette anni. I suoi unici giocattoli sono una bambola fatta di carta e stracci e il piccolo castello di sabbia che ha costruito accanto alla porta: lo custodisce gelosamente, perché dice che ci abita l'anima di suo padre.
Il giorno si trascorre raccogliendo i resti di ciò che manca. La porta si apre e si chiude in continuazione, fino allo sfinimento, ogni volta riconoscendo e ric
Baghdad nel cuore. Gli iraqeni miei fratelli. Li ho visti, li ho abbracciati, ho cantato per loro e con loro. In Iraq, in qualche modo, io ci sono ancora...insieme a Flo.